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VITERBO - E' un calendario ricco di appuntamenti quello caratterizza venerdì 10 luglio a Caffeina Cultura:
A Caffeina i poliziotti di Carlo Bonini, tra violenze e frustrazioni
«Un libro fortissimo, impressionante», lo ha definito Giancarlo De Cataldo. Un libro di storie vere: la storia di uomini che fanno i poliziotti, e la storia della violenza in cui fanno precipitare le loro vite.
Carlo Bonini, inviato speciale di Repubblica, presenterà a Caffeina questo suo libro in piazza San Pellegrino, alle 21,30: è ACAB, acronimo inglese che sta per All cops are bastards (Tutti i poliziotti sono bastardi) e che è diventato negli anni Settanta slogan, logo, grido di battaglia di ultras o skinhead. È il racconto, a metà fra romanzo e reportage, delle vite di tre celerini (Michelangelo, “Drago” e lo “Sciatto”) e dei loro scontri – per sette anni, dal G8 di Genova ai fatti di Pianura – con gli ultras. Scontri che da problema di ordine pubblico degenerano in guerra ideologica, di rabbia e di odio, e diventano lo specchio della nostra realtà esasperata, della nostra società a volte alienata e senza regole in cui alle tante domande si risponde con la violenza. Ed è una violenza che si “contagia”, da una parte e dall’altra, ci dice Bonini. Un libro fortissimo, e per questo da leggere. Per riflettere sulla nostra società e per chiedersi quanto la violenza faccia ancora parte del nostro mondo.
A Caffeina Storia, Andreotti. La vita di un uomo politico, la storia di un’epoca
Nuovo appuntamento con i grandi del passato e non solo. Per la sezione Caffeina Storia, diretta da Gianni Scipione Rossi, sarà la volta di Massimo Franco e della sua ultima opera letteraria. Presso la ex chiesa di San Salvatore, domani 10 luglio alle ore 19, il giornalista romano, prestigiosa penna de Il Corriere della Sera, presenterà l’inedito ritratto del Senatore a vita Giulio Andreotti. Vent’anni dopo la pubblicazione di “Andreotti visto da vicino” (1989), Massimo Franco, analizza un’epoca, novant’anni, fatti di fascismo, monarchia, democrazia e pontefici, capi di Stato, uomini politici, magistrati, preti, suore, attrici, mafiosi. L’autore attraverso le sue pagine esamina l’impatto del senatore a vita con “i marziani della Seconda Repubblica”, svela i retroscena del suo presunto bacio con Totò Riina attraverso testimonianze sorprendenti dei magistrati di Palermo, studia il rapporto con Giovanni Paolo II nel periodo dei processi e il sostegno offerto dal Vaticano, racconta la depressione di Andreotti e della moglie in quegli anni difficili. E rivela i primi segreti dell’archivio Andreotti, ancora in gran parte chiuso al pubblico, depositato nel caveau blindato dell'Istituto Don Sturzo. Un intrigante ritratto dell’ex leader democristiano con un apparato iconografico che raccoglie fotografie e materiali finora mai pubblicati. Un libro difficile da scrivere perché complicata è la vita stessa di Andreotti., il Giulio che commenta: “Non mi piacciono le biografie da vivo. Però capisco che ci si occupi della mia vita. In fondo, in un certo senso, io sono postumo di me stesso”.
Notte di musica e parole
“E’ come droga il profumo del lago d’estate, perché amplifica le sensazioni, le attese, oppure i ricordi. Se sei giovane, ti infonde fiducia nell'avvenire, invitandoti a guardarlo con coraggio. Se non lo sei più, ti fa indulgere al ricordo felice, ti illude di ritrovare il passo della gioventù, la canzone che avevi tanto amato, il profilo di una vecchia morosa e via di questo passo”, parla così il giornalista e scrittore Andrea Vitali del suo lago, quel lago di Como che lo ha visto nascere e di cui sempre si porta dietro l’odore. E il sapore. E che del suo mestiere di scrivere confessa. “Sin da giovane ho avvertito la necessità di scrivere, di usare la scrittura come mezzo di comunicazione con gli altri”. Scrivere. Una passione solitaria, che anticipa il futuro, rende presente il passato, realtà il sogno, pulsante l’immaginazione.
E’ proprio ambientato a Bellano, un paesino sulle sponde del lago di Como, l’ultimo romanzo di Andrea Vitali dal titolo “Almeno il cappello” che lo scrittore presenterà domani sera alle 21.30 nel cortile del ristorante “La zaffera”. Una notte di parole, sì, ma anche una notte di musica, perché l’arte ha tante sfumature, ma un solo colore, quello della creatività.
A narrare le vicende di Evelindo Nasazzi, delle sue ubriacature per dimenticare che non fa più parte dell’organico della fanfara del paese, della sua brontolona sposa Noemi, delle avventure della banda orfana di bombardino e della sua gloriosa rinascita, accanto a Vitali, ci saranno infatti i Sulutumana, che faranno da colonna sonora ai divertenti racconti
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